#retecritica #Volterra L’esperienza della Compagnia Accademia Arte della Diversità di Bolzano di Roberto Rinaldi

Il teatro sociale ha tra le sue finalità quella della promozione e della sensibilizzazione di una forma di espressività artistica particolarmente efficace nei processi educativi e rientra nelle finalità di sviluppo di progetti rivolti alle comunità solidali. È una relazione legata ad un atto creativo dove alla base esiste il nostro mondo interiore. Il teatro sociale se promosso secondo queste finalità è una pratica che favorisce processi di relazione, solidarietà, coesione, aperto alla collaborazione tra persone e gruppi. Al contempo si prefigge di analizzare drammaturgicamente i vari contesti sociali in riferimento alle specifiche realtà: dalle diverse abilità alle emergenze sociali, al disagio, all’emarginazione. Aspetto fondamentale del teatro sociale, oltre che rappresentare un testo,è quello di stimolare la creatività dei soggetti partecipanti, riconoscere le loro emozioni e convogliarle in relazioni di gruppo in base alle dinamiche che scaturiscono. La creazione di esperienze di teatro favorisce valori positivi condivisibili dai partecipanti e dal pubblico stesso. Non è da meno l’importanza che riveste nel promuovere le capacità di analisi drammaturgica ricavate da contesti di emergenza sociale e culturale ove si creino bisogni psico – sociali, e favorire capacità di interazione in equipe multidisciplinari. Un fattore determinante per costituire una rete sociale al fine di promuovere esperienze basate sul teatro che abbino finalità comunicative, di incontro, di scambio e di cambiamento. Un’esperienza finalizzata al gioco, alla festa, all’azione creativa ed espressiva, dove i soggetti possono beneficiare della crescita del proprio sviluppo che si fonde in una capacità collettiva di dare e ricevere un’affettività nel prendersi cura del proprio vivere. La domanda di fare teatro all’interno della nostra società contemporanea, è il segnale inequivocabile di un costante bisogno di comunicazione e relazione: sintomo di una problematica che a fronte di un’offerta diffusa e molteplice di servizi alla persona, non vi sia una risposta congruente alla richiesta di maggior senso e benessere esistenziale. Il teatro sociale non è certamente l’unico mezzo idoneo a favorire tale necessità ma riveste parimenti importanza come luogo privilegiato dove affrontare, dare voce e rappresentare vissuti, esperienze, paure, disagi.
Bolzano rappresenta una realtà importante nel testimoniare come il teatro operi al fine di un’inclusione sociale. La collaborazione creatasi tra la Compagnia Teatro La Ribalta e l’Associazione Lebenshilfe ha fatto nascere l’Accademia Arte della Diversità che rappresenta la prima compagnia teatrale professionale in Italia costituita da attori in situazione di handicap. Un’esperienza a cui fa capo Antonio Viganò, regista del Teatro La Ribalta, in cui si fonde la ricerca e la sperimentazione sui linguaggi del corpo, incrocio tra teatro, danza e performing arts. Nel 2013 è stata costituita la compagnia“Accademia Arte della Diversità”. Attraverso un contratto come “lavoratori dello spettacolo”, viene riconosciuto agli attori un lavoro, un salario, delle tutele: da persone a rischio di esclusione sociale, diventano lavoratori, attori e non più solo persone da assistere, da accudire e proteggere, ma professionisti nel campo dell’arte del teatro che chiedono di essere giudicati solo ed esclusivamente per la qualità del loro lavoro, per la loro capacità di comunicare e raccontare storie attraverso il linguaggio delle parole e del corpo. Sono stati realizzati quattro spettacoli in grado di presentare la diversità noon più come un ostacolo, uno svantaggio, ma come una possibilità di espressione in grado di comunicare: “Come farfalle nella pancia” (2008), “Impronte dell’Anima” (2011) , “Minotauro” (2011) e “Personaggi” (2014), lavoro ispirato a “Sei personaggi in cerca di autore” di Pirandello presentato in forma di studio.
Il teatro sociale favorisce le esperienze teatrali nei luoghi in cui si opera un servizio alla persona e la formazione espressiva tra operatori che operano nei contesti sociali. Promuove una cultura che combatta il pregiudizio sul tema dell’emarginazione e della diversità, al fine di favorire una cultura dell’integrazione.

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