Una replica molto speciale per Fa’afafine: i teatri di Genova fanno rete per difendere lo spettacolo di Giuliano Scarpinato dalla censura

faafafine1Sarà una replica molto speciale quella del 16 marzo, realizzata a Genova per rispondere agli attacchi e ai tentativi di censura contro Fa’fafine, spettacolo presentato tra i finalisti del Premio Rete Critica 2016 al Teatro Verdi di Padova lo scorso 14 dicembre.

A sostenere l’iniziativa sarà infatti l’ampia solidarietà del teatro genovese: hanno finora aderito alla mobilitazione Teatro Akropolis, Teatro dell’Archivolto, Teatro Bloser, Teatro Cargo, Circumnavigando Festival, Narramondo Teatro/Altrove – Teatro della Maddalena, Life Festival – Persone oltre il genere, Officine Papage, Teatro dell’Ortica, Politeama Genovese, Teatro Stabile di Genova, Suq Festival. Aderiscono anche le Associazioni: Agedo Genova, Arci Genova, Arci Liguria, Arci Solidarietà, Arcigay Genova – Approdo Lilia Mulas, Gruppo Giovani Arcigay Genova, Coordinamento Liguria Rainbow, Love what U Love.

Il video di Mario Bianchi: https://www.youtube.com/watch?v=njFbtOjQJ44

Fa’fafine su Rumorscena: https://www.rumorscena.com/11/03/2017/lidentita-di-genere-le-paure-infondate-lo-spettacolo-faafafine-e-il-teatro-che-difende-la-liberta-despressione

L’iniziativa di Genova su mentelocale: http://genova.mentelocale.it/72442-genova-teatri-festival-genovesi-contro-censura-scena-fa-afafine/

IL COMUNICATO STAMPA

Giovedì 16 marzo, alle ore 18.30, in Sala Trionfo, i Giardini Luzzati – Spazio Comune e Teatro della Tosse diventano “piazza dei diritti” insieme ai Teatri, Festival e Associazioni genovesi offrendo alla città una replica a ingresso gratuito dello spettacolo Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro. L’evento è un segno di protesta contro il tentativo di censura in atto in molte città italiane e contro la raccolta di firme che vorrebbe l’impedimento formale del Ministero dell’Istruzione alla partecipazione delle Scuole, a sostegno della tutela di spazi di elaborazione critica per i più giovani. Lo spettacolo, vincitore di numerosi premi – Eolo Award 2016, Infogiovani – FIT Festival Lugano 2015, Scenario Infanzia 2014 – ha il Patrocinio di Amnesty International – Italia “per aver affrontato in modo significativo un tema particolarmente difficile a causa di pregiudizi ed ignoranza, rappresentando con dolcezza il dramma vissuto oggi da molti giovani”, del Comune di Udine, Assessorato alle Pari Opportunità e Commissione per le Pari Oppurtunità e del Comune di Genova, per questa speciale replica.

I dettagli e gli aderenti

Giovedì 16 marzo, alle ore 18.30, al Teatro della Tosse di Genova va in scena, ad ingresso libero, il molto discusso spettacolo per adulti e ragazzi (dagli 8 anni) Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro, regia di Giuliano Scarpinato, con Michele Degirolamo, co-produzione CSS Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia / Teatro Biondo Palermo. Promotori di questa speciale replica di protesta contro il tentativo di censurare lo spettacolo, che vede il Patrocinio del Comune di Genova sono i Giardini Luzzati – Spazio Comune – progetto socio – culturale, nel cuore del Centro Storico cittadino, a cura del Ce.Sto con Cooperativa Archeologia e Fondazione Luzzati Teatro della Tosse – insieme ai Teatri e Festival del capoluogo ligure: Teatro Akropolis, Teatro dell’Archivolto, Teatro Bloser, Teatro Cargo, Circumnavigando Festival, Narramondo Teatro/Altrove – Teatro della Maddalena, Life Festival – Persone oltre il genere, Officine Papage, Teatro dell’Ortica, Politeama Genovese, Teatro Stabile di Genova, Suq Festival. Aderiscono anche le Associazioni: Agedo Genova, Arci Genova, Arci Liguria, Arci Solidarietà, Arcigay Genova – Approdo Lilia Mulas, Gruppo Giovani Arcigay Genova, Coordinamento Liguria Rainbow, Love what U Love. (L’elenco delle adesioni è in aggiornamento sul profilo Facebook Giardini Luzzati – Spazio Comune).

Ciò che sta accadendo è molto grave e con questa iniziativa vogliamo dare un segno di tangibile protesta contro il tentativo di censura in atto programmando a Genova una replica gratuita e per tutti, a ideale “compensazione” delle date annullate o osteggiate, in tante città italiane e a sostegno dell’attività di chi produce e cura la diffusione di teatro e cultura e deve poter continuare a farlo nella massima libertà. Insieme alla libertà di espressione vogliamo porre l’accento sull’importanza delle opportunità educative, sulla responsabilità degli adulti verso i più giovani nella tutela di spazi di ascolto ed elaborazione critica di tematiche attuali, diffuse e delicate che si tenta insensatamente di rimuovere, che diventano oggetto di banalizzazione e strumentalizzazione, o peggio, movente di azioni di violenza e intolleranza. Cittadini, genitori, insegnanti, educatori, politici, sono tutti invitati a sentirsi attivamente membri di una Comunità Educativa indispensabile per una crescita collettiva consapevole, dicono gli organizzatori.

Il titolo racconta di un bambino che vorrebbe essere un “fa’afafine” ovvero una persona, nella lingua di Samoa, che fin dall’infanzia non ama indentificarsi in un sesso o nell’altro. Un “terzo sesso” cui la società non impone una scelta, e che gode di considerazione e rispetto. Alex, il protagonista, non vive a Samoa, ma un “gender creative child”, o semplicemente un bambino-bambina, come ama rispondere quando qualcuno gli chiede se è maschio o femmina. Lo spettacolo ha il patrocinio di Amnesty International – Italia ‘per aver affrontato in modo significativo un tema particolarmente difficile a causa di pregiudizi ed ignoranza, rappresentando con dolcezza il dramma vissuto oggi da molti giovani’, del Comune di Udine, Assessorato alle Pari Opportunità e Commissione per le Pari Oppurtunità ed è vincitore di numerosi premi – Eolo Award 2016, Infogiovani -FIT Festival Lugano 2015, Scenario Infanzia 2014 – ma in numerose città italiane (Bolzano, Pistoia, Pordenone, Vicenza, e molte altre) si sono scatenate violente proteste per impedirne la programmazione ed è in atto per iniziativa di CitizenGo una raccolta di firme (ne sono state raccolte oltre 100.000) per chiedere al Ministero dell’Istruzione di impedire la partecipazione delle Scuole. E’ attiva un’altra petizione a favore dello spettacolo che ha raccolto circa 6000 firme https://you.allout.org/petitions/stand-with-fa-afafine e il parlamentare europeo Daniele Viotti sta sostenendo pubblicamente la causa insieme ad altre personalità della politica, tra cui Monica Cirinnà, Gianni Cuperlo, Magda Angela Zanoni, http://www.danieleviotti.eu/a-sostegno-dello-spettacolo-fafafine-mi-chiamo-alex-e-sono-un-dinosauro. La stampa ha fino ad ora dato molto rilievo a quanto accade, spesso difendendo lo spettacolo e la libertà di metterlo in scena.

Promo video https://vimeo.com/143595793
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Biglietteria Teatro della Tosse tel. 010 2470793

Ufficio stampa Giardini Luzzati – Spazio Comune Elisa Sirianni + 39 347 2919139 elisasirianni@gmail.com
Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse ONLUS Davide Bressanin 010 2487011, 39382587 ufficiostampa@teatrodellatosse.it

LO SPETTACOLO

Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro
testo e regia Giuliano Scarpinato
con Michele Degirolamo
in video Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori

visual media Daniele Salaris – Videostille
progetto scenico Caterina Guia
assistente scene e costumi Giovanna Stinga
luci Giovanna Bellini
illustrazioni Francesco Gallo – Videostille
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia / Teatro Biondo Palermo

Siamo incommensurabilmente fortunati ad avere un figlio di genere non conforme. È troppo facile sentirti fortunato quando ottieni quello che desideri. Riesci a sentirti così e continuare ad essere riconoscente quando le cose non vanno come ti aspettavi?
Sì, ci riesci. È questo che ci ha insegnato C.J.”
Lori Duron, Il mio bellissimo arcobaleno

Esiste una parola nella lingua di Samoa, che definisce coloro che sin da bambini non amano identificarsi in un sesso o nell’altro. Fa’afafine vengono chiamati: un vero e proprio terzo sesso cui la società non impone una scelta, e che gode di considerazione e rispetto. Alex non vive a Samoa, ma vorrebbe anche lui essere un “fa’afafine”; è un “gender creative child”, o semplicemente un bambino-bambina, come ama rispondere quando qualcuno gli chiede se è maschio o femmina. La sua stanza è un mondo senza confini che la geografia possa definire: ci sono il mare e le montagne, il sole e la luna, i pesci e gli uccelli, tutto insieme. Il suo letto è una zattera o un aereo, un castello o una navicella spaziale.

Oggi per Alex è un giorno importante: ha deciso di dire ad Elliot che gli vuole bene, ma non come agli altri, in un modo speciale. Cosa indossare per incontrarlo? Il vestito da principessa o le scarpette da calcio? Occhiali da aviatore o collana a fiori? Alex ha sempre le idee chiare su ciò che vuole essere: i giorni pari è maschio e i dispari è femmina, dice. Ma oggi è diverso: è innamorato, per la prima volta, e sente che tutto questo non basta più. Oggi vorrebbe essere tutto insieme, come l’unicorno, l’ornitorinco, o i dinosauri.

Fuori dalla stanza di Alex ci sono Susan e Rob, i suoi genitori. Lui non vuole farli entrare; ha paura che non capiscano, e probabilmente è vero, o almeno lo è stato, fino a questo momento. Nessuno ha spiegato a Susan e Rob come si fa con un bambino così speciale; hanno pensato che fosse un problema, hanno creduto di doverlo cambiare.

Alex, Susan e Rob. Questo spettacolo è il racconto di un giorno nelle loro vite, un giorno che le cambierà tutte. Un giorno speciale in cui un bambino-bambina diventa il papà-mamma dei suoi genitori, e insegna loro a non avere paura. Quando Alex aprirà la porta, tutto sarà nuovo.

vincitore Eolo Awards 2016 – miglior spettacolo di teatro ragazzi e giovani
vincitore Premio Infogiovani 2015 – FIT Festival Lugano
vincitore premio Scenario Infanzia 2014
selezione Visionari Kilowatt Festival 2016
finalista Premio Rete Critica

patrocinio ufficiale di Amnesty International – Italia ‘per aver affrontato in modo significativo un tema particolarmente difficile a causa di pregiudizi ed ignoranza, rappresentando con dolcezza il dramma vissuto oggi da molti giovani’
patrocinio del Comune di Udine, Assessorato alle Pari Opportunità e Commissione per le Pari Oppurtunità

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA – Eolo Award 2016
Per aver creato uno spettacolo davvero unico nel teatro ragazzi italiano per le poetiche e incisive modalità con cui viene proposto un tema ancora considerato tabù, non solo nel teatro per l’infanzia.
Lo spettacolo, attraverso una perfetta mescolanza di ironia e adesione emozionale, narra la storia di Alex, un bambino interpretato in modo credibilissimo dal ventottenne Michele Degirolamo, che non ha ancora deciso se essere maschio o femmina. Il tema della libera ricerca della propria identità sessuale come atto imprescindibile della felicità di ogni essere umano, e la sua rappresentazione nel medesimo tempo leggera e profonda in tutti i suoi aspetti, fanno dello spettacolo un’esperienza assolutamente necessaria per il mondo del teatro ragazzi italiano, ma non solo. Lo spettacolo dovrebbe esser proposto, di rigore, in tutte le scuole del nostro Paese.

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA – Premio Infogiovani / FIT festival Lugano 2015
Per la magia e la poesia racchiuse in un racconto trattato con leggerezza e innocenza fanciullesca.

Dopo una combattuta discussione, la giuria ha voluto premiare la drammaturgia accurata del regista, Giuliano Scarpinato, e l’interpretazione dell’attore, Michele Degirolamo, i cui elementi si sono fusi con gli effetti speciali della pièce in grado di coinvolgere lo spettatore in una realtà forte, ma non sempre ovvia.

La spiazzante delicatezza con cui il tema è stato trattato ha colpito e stupito il pubblico composto prevalentemente da giovani.

Le emozioni e il conflitto interiore sono stati portati in scena unendosi alla fervida interpretazione del protagonista Alex, facendone uno strumento di fuga per non affrontare il mondo.

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA – Premio Scenario infanzia 2014
La storia di un adolescente alla scoperta di sé e della sua identità sessuale ci introduce in uno spazio famigliare popolato di giochi e attraversato da conflitti e aperture oniriche. Un tema arduo, individuato con coraggio e accuratezza di indagine e portato in scena da attori dotati di ironia e leggerezza. Un’occasione importante per stimolare una discussione sulla differenza di genere in ambito educativo e formativo.

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