Teatro dei Borgia vince il Premio Rete Critica 2022

Nella sera del 6 novembre, al Teatro Bellini a Napoli, la giuria di Rete Critica 2022 – il gruppo che riunisce testate, siti, portali e blog di cultura teatrale online – ha annunciato i vincitori del Premio.

Da 11 edizioni, il riconoscimento viene annualmente assegnato all’artista, compagnia o progettualità che meglio incarnano lo spirito di innovazione e la capacità di progetto nella scena contemporanea in Italia.

rete critica 2022 - finalisti
i finalisti di Rete Critica 2022

Individuati tra una rosa di 13 nomi, selezionati un mese fa, solo tre erano i finalisti di questa edizione 2022 ospitata a Napoli: Carrozzerie n.o.t., Niccolò Fettarappa Sandri, e Teatro dei Borgia.

Domenica sera, in una seduta di intenso dibattito e valutazioni, giornalisti e blogger di Rete Critica 2022, hanno scelto di premiare :

La città dei miti del Teatro dei Borgia

La motivazione è la seguente : Per la maturità e la complessità di un progetto in grado di entrare nella vita, nelle sue pieghe più complesse e dolorose, in un lavoro di scrittura e attorialità che attualizza il senso del mito.

Da più di due anni, con un lavoro sui personaggi di Medea, Eracle e Filottete, La città dei miti utilizza il teatro, in particolare il mito classico, come leva per restituire dignità all’emarginazione e al disagio contemporanei, in tre spaccati potenti, senza letterarietà e retorica.

In ricordo di Vincenzo Del Gaudio

Questa edizione del Premio Rete Critica 2022 è stata dedicata a Vincenzo Del Gaudio, studioso di Digital e Performing Arts, docente all’Università di Salerno e nostro collega, improvvisamente scomparso proprio nei due giorni del Premio.

Articolo da https://robertocanziani.eu/quantescene/

Link alla diretta video della premiazione

*  Nella prima foto uno scatto dalla consegna del premio con il direttore artistico del Teatro Bellini, Gabriele Russo

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Premio Rete Critica 2022. Il programma della finale al Teatro Bellini di Napoli

Premio Rete Critica 2022 al Teatro Bellini di Napoli:  in finale Teatro dei Borgia, Carrozzerie | n.o.t e Niccolò Fettarappa Sandri  

Si terrà il 5 e il 6 novembre 2022, presso il Teatro Bellini di Napoli, la finale della undicesima edizione del Premio Rete Critica (nel 2020 è stata organizzata una versione speciale on line): due giorni di spettacoli e incontri ideati da Rete Critica e organizzati grazie all’ospitalità del teatro di rilevante interesse culturale, che aprirà le proprie porte alla finale annuale, ricevendo così il testimone dal Teatro Stabile del Veneto. Il Premio Rete Critica viene assegnato dal 2011 e quest’anno, prima di arrivare alla finale di Napoli, i componenti del gruppo si sono riuniti in un inedito appuntamento di medio termine svoltosi a luglio a Cividale del Friuli durante l’ultima edizione di Mittelfest, un incontro aperto anche al pubblico per conoscere alcuni progetti e artisti presentati dai critici della rete e per riflettere, più in generale, sullo stato di salute della critica in Italia.

La volontà della Rete è quella di consolidare sempre di più un premio che sia un momento di incontro tra la critica, gli artisti e il pubblico, nella consapevolezza che le giornate finali debbano essere l’esito di un processo di ascolto e scouting attivo tutto l’anno. Nei primi giorni di settembre le redazioni e i singoli critici che compongono Rete Critica hanno votato per il primo turno, creando così una mappatura di proposte variegata per geografie, intenti, approcci e formati. I progetti che hanno ottenuto almeno due voti, e che in base al regolamento sono passati alla seconda fase, sono stati (in ordine alfabetico): Carrozzerie | n.o.t, Chille de Balanza, Collettivo Mine, Collettivo Onar, Controcanto Collettivo, Dance Well – movement research for Parkinson, Malmadur, Nessuno Resti Fuori Festival, Niccolò Fettarappa Sandri, Spettatore Professionista, Teatro19, Teatro dei Borgia, Tovaglia a Quadri. Nel passaggio successivo, la Rete ha scelto tra questi tredici progetti,  andando così a creare la selezione per le giornate finali napoletane. Teatro dei Borgia, Carrozzerie | n.o.t e Niccolò Fettarappa Sandri sono i tre finalisti che il 5 e il 6 novembre presenteranno i propri progetti di fronte alla giuria di critici e giornalisti teatrali che decreterà poi il soggetto vincitore.

La prima giornata del Premio prenderà il via alle ore 16 con un talk tra Rete Critica, la Direzione Artistica del Teatro Bellini, la Bellini Teatro Factory e gli operatori teatrali campani, cui seguirà alle 21 lo spettacolo Ardore al Piccolo Bellini, inserito nella programmazione del teatro diretto da Roberta, Gabriele e Daniele Russo.

Domenica 6 novembre alle ore 10, in un appuntamento aperto al pubblico, Carrozzerie | n.o.t, centro culturale diretto da Maura Teofili e Francesco Montagna, presenterà la storia e le attività dello spazio multidisciplinare romano che pone come cardine della propria direzione la creazione di nuove progettualità legate alla danza, al teatro e alle arti performative, scegliendo, come vocazione, l’accoglienza di percorsi artistici che possano trovare un tempo lento, coraggioso e lungimirante per maturare un’idea anche all‘interno di una realtà urbana complessa come Roma.

Alle ore 12 Niccolò Fettarappa Sandri, porta in scena Apocalisse Tascabile, con lo stesso Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri. Un atto unico eroicomico che con stravaganza teologica ricompone l’infelice mosaico di una città decadente e putrefatta, specchio di una defunta condizione umana. Lo spettacolo, prodotto da Sardegna Teatro, tratta della fine del mondo vista da svariate prospettive, tra le quali preponderante è quella di due giovani “scartati”, liquidati e messi all’angolo perché inutili. La fine del mondo è allora per loro quasi un’occasione di vendetta, una rivincita presa sull’indifferenza subìta. Il cambiamento è incarnato dall’annuncio profetico di questi due smaliziati apostoli under 30, che portano sulla scena con autoironia la rabbia di una generazione esclusa, così giovane eppure già così defunta.

Il terzo finalista del Premio Rete Critica, Teatro dei Borgia, presenterà alle ore 15, presso la Scuola di lingua e cultura italiana – Comunità di Sant’Egidio in via San Nicola a Nilo, lo spettacolo Eracle, l’invisibile, regia di Gianpiero Borgia, secondo capitolo della trilogia La Città dei Miti: un’azione d’arte politica verso l’umanità dimenticata – vittime di tratta, senzatetto e anziani con patologie neurodegenerative – che attraversa la città e accompagna gli spettatori nei luoghi dell’emarginazione, illuminando angoli del panorama urbano attraverso il cono di luce del Mito. Eracle, l’invisibile, dalla tragedia di Euripide, racconta il percorso parossistico dell’Essere Umano Economico, ridotto esclusivamente alla sua funzione economica. Accompagnati dalla scrittura di Fabrizio Sinisi, Teatro dei Borgia e Christian Di Domenico si sono interrogati sulla vicenda dell’eroe classico, creando un parallelismo con una figura iconica della società contemporanea: il forgotten man, il marginalizzato, il senzatetto. Una produzione di Teatro dei Borgia, in co-produzione con CTB (Centro Teatrale Bresciano) e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. 

La giornata continuerà alle 18 con lo spettacolo-evento programmato dal Teatro Bellini La Cupa di e con Mimmo Borrelli, concludendosi alle ore 22 con la proclamazione del vincitore del Premio Rete Critica 2022.

Maggiori informazioni su www.teatrobellini.it e https://retecritica.wordpress.com/

Per info e prenotazioni: botteghino@teatrobellini.it – Tel. 081.5499688

PROGRAMMA FINALE PREMIO RETE CRITICA 2022 

SABATO 5 NOVEMBRE 

H.16.00 incontro Rete Critica/Factory/operatori teatrali Napoli

21.00 Ardore (Programmazione del Teatro Bellini – Piccolo Bellini)

DOMENICA 6 NOVEMBRE 

H.10.00 Carrozzerie | n.o.t  (Progetto in finale Rete Critica 2022)

H.12.00 Fettarappa Sandri – Apocalisse tascabile  (Progetto in finale Rete Critica 2022)

15.00 Teatro dei Borgia – Eracle, l’Invisibile (Progetto in finale Rete Critica 2022)

18.00 La Cupa  (Programmazione del Teatro Bellini)

22.00 premiazione Rete Critica 2022 

CREDITI SPETTACOLI

Finalisti Premio Rete Critica 2022:

La Città dei Miti – Teatro Dei Borgia 
progetto di Elena Cotugno e Gianpiero Alighiero Borgia 
testo Fabrizio Sinisi 
arte drammatica e ricerca sul campo Elena Cotugno, Christian Di Domenico, Daniele  Nuccetelli 
ideazione e regia Gianpiero Alighiero Borgia 
produzione Teatro dei Borgia 
in co-produzione con CTB (Centro Teatrale Bresciano) e Teatro Stabile del Friuli Venezia  Giulia 
con il sostegno di Fondazione Vincenzo Casillo 
durata dell’intera Trilogia: 3 ore e 30 minuti circa

Eracle, l’Invisibile  
da Euripide 
con Christian Di Domenico 
testo di Fabrizio Sinisi e Christian Di Domenico 
consulenza sociologica Domenico Bizzarro 
allestimento spazio scenico Filippo Sarcinelli  
costumi Giuseppe Avallone e Elena Cotugno 
ideazione e regia Gianpiero Alighiero Borgia  
durata 65 minuti

Apocalisse Tascabile 
di Niccolò Fettarappa Sandri 
con Lorenzo Guerrieri, Niccolò Fettarappa Sandri 
Produzione Sardegna Teatro 
con il sostegno di Carrozzerie | n.o.t

Nel cartellone del Teatro Bellini:

Ardore 
Il Matrimonio tra il Teatro e la Vita 
da un’idea di Annalisa D’Amato 
drammaturgia Annalisa D’Amato, Elvira Buonocore, Maria Chiara Montella, Marta  Polidoro 
con Mario Ascione, Elvira Buonocore, Francesco Cafiero, Alessandra Cocorullo, Carlo Di Maro, Maria Fiore, Francesco Gentile, Rita Lamberti, Maria Chiara Montella,  Raffaele Piscitelli, Marta Polidoro, Riccardo Radice, Stefania Remino, Giuseppe  Romano, Alessia Santalucia, Gianluca Vesce 
regia Annalisa D’Amato 
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini 
con il sostegno di puntozerovaleriaapicella 
scene Lucia Imperato 
costumi Giuseppe Avallone 
disegno luci Cesare Accetta 

La Cupa 
Fabbula di un omo che divinne un albero 
versi, canti, drammaturgia e regia Mimmo Borrelli 
con Maurizio Azzurro, Dario Barbato, Mimmo Borrelli, Gaetano Colella, Veronica  D’Elia, Rossella De Martino, Renato De Simone, Gennaro Di Colandrea, Paolo  Fabozzo, Enzo Gaito, Geremia Longobardo, Stefano Miglio, Roberta Misticone scene Luigi Ferrigno 
costumi Enzo Pirozzi 
disegno luci Cesare Accetta 
musiche, ambientazioni sonore composte ed eseguite dal vivo da Antonio Della Ragione 
foto di scena Marco Ghidelli 
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini 
durata 180 minuti

I finalisti del Premio Rete Critica 2022

Il comunicato con i nomi dei finalisti per il Premio Rete Critica 2022

Teatro dei Borgia, Carrozzerie Not e Niccolò Fettarappa Sandri sono i tre finalisti di Rete Critica, il premio annuale assegnato dai siti e i blog di informazione e di critica teatrale italiani. 

La finale di Rete Critica si terrà al Teatro Bellini di Napoli il 5 e 6 novembre prossimi. I tre finalisti presenteranno i propri progetti davanti alla giuria, che al termine delle due giornate decreterà il vincitore. Gli appuntamenti saranno anche aperti al pubblico del Bellini, il teatro di rilevante interesse culturale diretto da Daniele e Gabriele Russo, che da quest’anno accoglie il Premio Rete Critica (negli anni precedenti le finali si erano svolte a Padova, negli spazi del Teatro Stabile del Veneto).

Il Premio Rete Critica viene assegnato dal 2011. Quest’anno, prima di arrivare alla finale di Napoli, i componenti del gruppo si sono riuniti in un inedito appuntamento di medio termine che si è svolto a fine luglio a Cividale durante l’ultima edizione del Mittelfest: si è trattato di una due giorni per conoscere alcuni dei progetti e artisti presentati dai critici della rete presenti e per riflettere sullo stato dell’arte della critica in Italia.

Nei primi giorni di settembre le redazioni e i singoli critici che fanno parte di Rete Critica hanno votato per il primo turno, creando così una mappatura di proposte variegata per geografie, intenti, approcci e formati. I progetti che avevano avuto almeno due voti, e che in base al regolamento sono passati alla seconda fase, erano (in ordine alfabetico) Carrozzerie Not, Chille de Balanza, Collettivo Mine, Collettivo Onar, Controcanto Collettivo, Dance Well – movement research for Parkinson, Malmadur, Nessuno Resti Fuori Festival, Niccolò Fettarappa Sandri, Spettatoreprofessionista, Teatro 19, Teatro dei Borgia, Tovaglia a Quadri.

Nel passaggio successivo, gli aderenti a Rete Critica hanno scelto tra questi tredici progetti esprimendo tre preferenze e andando così a creare la line up per le giornate finali napoletane.

 

 

Rete Critica 2022. I risultati del primo turno

Come ogni anno si sono svolte le votazioni per il primo turno di Rete Critica, il premio che dal 2011 raccoglie in una struttura informale i siti e le riviste di informazione e di critica teatrale.

Quest’anno ci sono due importanti novità: un appuntamento di medio termine che si è svolto a fine luglio a Cividale durante l’ultima edizione del Mittelfest (due giorni per conoscere alcuni progetti/artisti presentati dai critici della rete presenti e per riflettere sullo stato dell’arte della critica in Italia) e la finale che si sposta dall’abituale location di Padova (negli spazi del Teatro Stabile del Veneto) al Teatro Bellini di Napoli. Il Teatro di rilevante interesse culturale, diretto da Daniele e Gabriele Russo, ha infatti abbracciato il progetto di Rete Critica e darà la possibilità ai soggetti finalisti di mostrarsi al pubblico e alla rete.

Nei primi giorni di settembre le redazioni e i singoli critici che fanno parte di RC hanno votato per il primo turno creando così una mappatura di proposte variegata per geografie, intenti, approcci e formati.

Nel passaggio successivo, gli aderenti a rete critica sceglieranno tra questi 13 progetti esprimendo 3 preferenze e andando così a creare la line up per le giornate napoletane.

I progetti che hanno avuto almeno due voti sono (in ordine alfabetico):

  • Carrozzerie N.O.T
  • Chille de Balanza
  • Collettivo MINE
  • Collettivo Onar
  • Controcanto Collettivo
  • Dance Well – movement research for Parkinson
  • MALMADUR
  • Nessuno Resti Fuori Festival
  • Niccolò Fettarappa Sandri
  • Spettatoreprofessionista
  • Teatro 19
  • Teatro dei Borgia
  • Tovaglia a Quadri

Qui tutti i progetti proposti dalle singole redazioni con le relative motivazioni critiche

2021: finalmente la decima edizione del Premio Rete Critica! Ecco le segnalazioni per il primo turno

Dopo la versione digitale del 2020, Rete Critica torna al Teatro Stabile del Veneto, il 3 e 4 dicembre 2021, per festeggiare la X edizione. Dal 2011 Rete Critica, la rete dei blog e siti web indipendenti di informazione e critica teatrale, segnala l’avanguardia della scena teatrale italiana. In questi ultimi anni di incertezza la Rete si è interrogata sul proprio ruolo, iniziando una mappatura dei progetti che abbiano saputo rappresentare e incarnare il cambiamento che stiamo vivendo, guardando verso il futuro per superare una fase difficile per il settore culturale. Torna quindi il Premio, in una versione nuova e condensata in due giornate, in cui i protagonisti più votati dalla Rete si presenteranno al pubblico padovano presentando i loro lavori più significativi e innovativi, con particolare attenzione a progetti e percorsi che abbiano messo al centro la ricostruzione di una comunità culturale, sociale e teatrale in un tempo in cui le relazioni sono state messe a dura prova.

In occasione della decima edizione del Premio Rete Critica verrà proiettato, per la prima volta “in presenza” lo short doc sulle prime dieci edizioni, a cura di Simone Pacini, scritto e diretto da Andrea Esposito. Sarà un’occasione per ripercorrere la storia e l’origine del premio fin dalla sua prima edizione attraverso le immagini e le testimonianze dei vincitori e di coloro che hanno animato questo appuntamento.

A questo link le segnalazioni e le motivazioni pervenute dalle testate per la prima fase.

Rete Critica 2020: il brindisi di arrivederci

Premio Rete Critica 2020: edizione 9 e ¾

Comunicato stampa
Rete Critica torna virtualmente a Padova per ripensare il teatro di domani

23 novembre 2020 – Seppur in un anno di grande incertezza per il mondo del teatro, Rete Critica, in accordo con il Teatro Stabile del Veneto – con il quale rinnova una collaudata collaborazione – torna virtualmente a Padova in un format interamente rinnovato e digitale.

Dal 2011 Rete Critica, la rete dei migliori blog e siti web indipendenti di informazione e critica teatrale, segnala l’avanguardia della scena teatrale italiana. In questo 2020 avremmo dovuto festeggiare il decennale del Premio ma le circostanze lo hanno impedito; abbiamo così pensato a un’edizione “9 e ¾” che vedrà protagonisti i progetti che abbiano saputo rappresentare e incarnare il cambiamento che – nostro malgrado – stiamo vivendo, guardando verso il futuro per superare una fase difficile per il settore culturale. 

L’edizione 2020 del Premio si traduce in una mappatura nazionale di progetti artistici realizzati durante il primo periodo di black-out teatrale e di altri messi in scena dopo la riapertura di metà giugno. La ricognizione completa dei soggetti segnalati è disponibile sul sito di Rete Critica.

Nuove e vecchie tecnologie incontrano nuovi e vecchi linguaggi: cosa ha prodotto e pensato il mondo del teatro italiano in questo 2020? L’obiettivo di Rete Critica è riuscire a dare un contributo decisivo per non cadere nella tentazione del “tutto come prima” e provare così a raccontare un momento storico che sarà anche spartiacque sociale e culturale rilanciando verso il futuro insieme agli artisti e a chi sta immaginando il teatro che sarà.

Dopo tutto, il binario 9 e ¾ porta in un’altra dimensione: quella dell’immaginazione.

Il 4 e il 5 dicembre si terranno tre momenti di approfondimento tematico on line (della durata di un’ora circa) a partire dai progetti segnalati in questa edizione straordinaria, con la partecipazione di un ospite d’eccezione e moderati da un membro di Rete Critica. Gli incontri saranno fruibili sulle pagine Facebook del Teatro Stabile del Veneto e di Rete Critica.

In occasione del Premio Rete Critica 9 e ¾ sarà presentato uno short doc sulle prime dieci edizioni, a cura di Simone Pacini, scritto e diretto da Andrea Esposito, verrà trasmesso per la prima volta il 5 dicembre, dopo il primo tavolo tematico, poi rimarrà in rete sui siti dello Stabile e della Rete. Sarà un’occasione per ripercorrere la storia e l’origine del premio fin dalla sua prima edizione attraverso le immagini e le testimonianze dei vincitori e di coloro che hanno animato questo appuntamento.
Con gli interventi di Oliviero Ponte di Pino, Massimo Ongaro e di artisti, compagnie e progetti vincitori: citiamo tra gli altri Gianni Farina di Menoventi (2011), Daniele Timpano (2012), Armando Punzo e Archivio Zeta (2014), Case Matte e Puglia Off (2015), Davide Lorenzo Palla e Zona K (2016), NEST Napoli Est Teatro e Mario Gelardi del Nuovo Teatro Sanità (2017), Kepler-452 (2018) e Stefano Tè del Teatro dei Venti (2019).

Tavolo “Teatro e politica”
ospite Giovanni Boccia Artieri
moderatore Roberta Ferraresi
segnalati dalla Rete:
Progetto C.Re.S.Co. | Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea
Giorgina Pi (Tiresias)
Kepler 452 (Lapsus urbano)

Tavolo “Teatro in ascolto”
ospite Rodolfo Sacchettini
moderatore Viviana Raciti
Segnalati dalla Rete: 
Campsirago Residenza (Favole al telefono)
Radio India
Frosini/Timpano (InDifferita)

Tavolo “Danza e immagine”
ospite Roberta Nicolai
moderatore Laura Gemini
segnalati dalla Rete:
Balletto Civile (progetto M.A.D. Museo Antropologico del Danzatore)
Paola Bianchi (ELP)
Teatrino Giullare (Il diario dei giorni felici)

inforetecritica.wordpress.com | www.teatrostabileveneto.it 
mail premioretecritica@gmail.com
FB @retecritica

Rete Critica 9 e 3/4: i voti della fase 2

Ecco i voti raccolti nella fase 2:

Altre Velocità: Radio India, Il diario dei giorni felici Teatrino Giullare, Tiresias Giorgina Pi, Favole al telefono Campsirago Residenza, Decreto quotidiano Michele Sinisi

Arabeschi: Radio India, Indifferita Frosini/Timpano, Naturae La vita mancata Punzo, Favole al telefono Campsirago Residenza, Corpi elettrici MINE

Artribune: Radio India, ELP Paola Bianchi, Naturae La vita mancata Punzo, Traces of Antigone Elli Papakonstantinou/ODC Ensemble, Corpi elettrici MINE

ateatro: Indifferita Frosini/Timpano, Tiresias Giorgina Pi, Favole al telefono Campsirago Residenza, Lapsus urbano Kepler 452, Poesie al telefono Menù della poesia

Bon vivre: Il diario dei giorni felici Teatrino Giullare, Naturae La vita mancata Punzo, Favole al telefono Campsirago Residenza, Il campione e la zanzara Faber Teater, MAD Balletto Civile

Culture teatrali: Radio India, Now/Everywhere Amat, ELP Paola Bianchi, Il diario dei giorni felici Teatrino Giullare, Lapsus urbano Kepler 452

Eolo ragazzi: Tiresias Giorgina Pi, Favole al telefono Campsirago Residenza, Lapsus urbano Kepler 452, Cresco, Traces of Antigone Elli Papakonstantinou/ODC Ensemble

Exibart: Indifferita Frosini/Timpano, Lapsus urbano Kepler 452, Poesie al telefono Menù della poesia

Fattiditeatro: Favole al telefono Campsirago Residenza, MAD Balletto Civile, #homesweethome Egri/Bianco, Traces of Antigone Elli Papakonstantinou/ODC Ensemble, Corpi elettrici MINE

Gagarin magazine: ELP Paola Bianchi, Favole al telefono Campsirago Residenza, Decreto quotidiano Michele Sinisi, Cresco, Poesie al telefono Menù della poesia

Il Manifesto: Santarcangelo Festival, Naturae La vita mancata Punzo, Favole al telefono Campsirago Residenza,

Krapp’s Last Post: Radio India, Favole al telefono Campsirago Residenza, Cresco, MAD Balletto Civile, Corpi elettrici MINE

L’incertezza creativa: Now/Everywhere Amat, ELP Paola Bianchi, Il diario dei giorni felici Teatrino Giullare, Santarcangelo Festival, Tiresias Giorgina Pi

L’oca critica: Radio India, Indifferita Frosini/Timpano, Cresco

PAC PaneAcquaCulture: Il diario dei giorni felici Teatrino Giullare, Tiresias Giorgina Pi, Il campione e la zanzara Faber Teater, MAD Balletto Civile, #Homesweethome Egri/Bianco

Quante scene!: Il diario dei giorni felici Teatrino Giullare, Lapsus urbano Kepler 452, Io sono mecenate CSS Udine, MAD Balletto Civile

recensito.net: Tiresias Giorgina Pi, Favole al telefono Campsirago Residenza, Decreto quotidiano Michele Sinisi, Io sono mecenate CSS Udine, MAD Balletto Civile

Scatola emozionale: Radio India, Favole al telefono Campsirago Residenza, Lapsus urbano Kepler 452, MAD Balletto Civile, Poesie al telefono Menù della poesia

Scene contemporanee: Decreto quotidiano Michele Sinisi, MAD Balletto Civile, Poesie al telefono Menù della poesia

Stratagemmi: Radio India, Now/Everywhere Amat, ELP Paola Bianchi, Il diario dei giorni felici Teatrino Giullare, MAD Balletto Civile

Teatro e Critica: Radio India, Indifferita Frosini/Timpano, Decreto quotidiano Michele Sinisi, Io sono mecenate CSS Udine, Cresco

Theatron: Radio India, ELP Paola Bianchi, Favole al telefono Campsirago Residenza, Cresco, MAD Balletto Civile

Tamburo di Kattrin: Radio India, Indifferita Frosini/Timpano, Now/Everywhere Amat, Io sono mecenate CSS Udine

  • TOTALONE:
    Favole al telefono Campsirago Residenza 12
    Radio India 11
    MAD Balletto Civile 10
    Il diario dei giorni felici Teatrino Giullare 7
    Indifferita Frosini/Timpano 6
    ELP Paola Bianchi 6
    Tiresias Giorgina Pi 6
    Lapsus urbano Kepler 452 – 6
    Cresco 6
    Decreto quotidiano Michele Sinisi 5
    Corpi elettrici Mine 5
    Now/Everywhere Amat 4
    Naturae La vita mancata Punzo 4
    Io sono mecenate CSS Udine 4
    Poesie al telefono Menù della poesia 4
    Traces of Antigone Elli Papakonstantinou/ODC Ensemble 3
    Santarcangelo festival 2
    Il campione e la zanzara Faber Teater 2
    #Homesweethome Egri/Bianco 2






Rete Critica 9 e 3/4: tutti i voti dell’edizione 2020

Il Premio Rete Critica 2020 si articola nella segnalazione/premiazione di quei progetti che abbiano saputo rappresentare e incarnare il cambiamento che stiamo vivendo, guardando verso il futuro dopo una fase così difficile per il settore culturale. Nuove e vecchie tecnologie incontrano nuovi e vecchi linguaggi: cosa ha prodotto e pensato il mondo del teatro italiano in questo 2020? Pensiamo che Rete Critica, in virtù della sua capillarità, possa dare un contributo decisivo per non cadere nella tentazione del “tutto come prima”, nel raccontare un momento epocale e nel rilanciare verso il futuro.
9 e 3/4 perché il 2020 ci ha privato di 4 mesi di teatro e perché il binario 9 e 3/4 porta in un’altra dimensione: quella dell’immaginazione.

Le fasi del premio

  • MAPPATURA: tutte le testate entro il 15 settembre indicano fino a 5 segnalazioni di progetti che abbiano rappresentato questo cambiamento (spedizione via mail a premioretecritica@gmail.com). La scelta può andare dalla telefonata allo spettacolo su zoom, dal monologo al progetto organizzativo, fino allo spettacolo vero e proprio. Non ci sono  categorie ma solo un limite numerico. 
  • FASE 1: dopo la mappatura, passano alla fase 1 tutti i progetti con almeno 2 segnalazioni. Tra questi, le testate sono chiamate a individuare i 5 lavori per loro più rappresentativi del concetto di “Cambiamento” (votazione entro il 22 settembre). 
  • FASE 2: plenaria online aperta a tutti i membri di Rete Critica per discutere i 10 progetti con più voti, per determinare il programma dei giorni a Padova.

Dal 4 al 6 dicembre 2020 a Padova, ospiti del Teatro Nazionale del Veneto, Rete Critica 9 e ¾ si riunirà in presenza per riflettere sul cambiamento. Verrà organizzato un convegno con artisti studiosi e critici e si presenteranno e discuteranno i progetti finalisti.

I promossi alla FASE 2

Radio India – 5 segnalazioni
http://www.teatrodiroma.net/doc/6852/radio-india
Diario dei giorni felici – Teatrino Giullare  – 4 segnalazioni
https://teatrinogiullare.com/diario-dei-giorni-felici/
Le Favole al telefono… al telefono!  – Campsirago Residenza – 4 segnalazioni
https://www.campsiragoresidenza.it/spettacoli/le-favole-al-telefono-al-telefono-2/
Decreto quotidiano – Michele Sinisi – 4 segnalazioni
https://www.youtube.com/watch?v=pR49qGGvhfQ
Lapsus Urbano. Il primo giorno possibile – Kepler-452 – 3 segnalazioni
https://stagioneagora.it/produzione-liberty/lapsus-urbano-il-primo-giorno-possibile/
I punti home + Home Sweet Home – Compagnia Egribiancodanza –  2 segnalazioni
https://www.egridanza.com/ipuntihome/
CORPI ELETTRICI – live version – Collettivo MINE, Gender Bender e Conservatorio di Musica elettronica G. B. Martini di Bologna – 2 segnalazioni
http://www.consbo.it/home/corpi_elettrici
MAD – Museo Antropologico del Danzatore – Balletto Civile – 2 segnalazioni
http://www.ballettocivile.org/it/scheda/museoantropologicodeldanzatorem-a-d/
C.Re.S.Co – 2 segnalazioni
https://www.progettocresco.it/
Traces of Antigone – Elli Papakonstantinou/ODC Ensemble  – 2 segnalazioni
https://elli.site/projects/traces-of-antigone/IO SONO MECENATE  – Css di Udine – 2 segnalazioni
https://www.cssudine.it/stagione-iosonomecenate
Indifferita – Frosini/Timpano  –  2 segnalazioni
https://www.youtube.com/user/fondazionetimpano
Il campione e la zanzara – Faber Teater  – 2 segnalazioni
https://faberteater.com/online/spettacoli/il-campione-e-la-zanzara/
Naturae. La vita mancata – 1° Quadro – Armando Punzo/Compagnia della Fortezza – 2 segnalazioni
Naturae. La vita mancata – 1° Qua
NOW/EVERYWHERE teatro, danza e musica possibili (adesso) – Associazione Marchigiana Attività Teatrali (Amat) – 2 segnalazioni
http://www.amatmarche.net/now-everywhere-teatro-musica-e-danza-possibili-adesso
Poesie al telefono – Menù della poesia – 2 segnalazioni
https://www.ilmenudellapoesia.com/
Progetto ELP – Paola Bianchi – 2 segnalazioni
http://paolabianchi-it.blogspot.com/p/elp.html
Santarcangelo Festival 2050 – 2 segnalazioni
https://www.santarcangelofestival.com/
Tiresias – Giorgina P. Bluemotion – 2 segnalazioni
https://www.bluemotiontheatre.com/spettacolo/tiresias/2020-07-12/


TUTTE LE VOTAZIONI PER L’EDIZIONE
RETE CRITICA 9 e 
¾

 


Altre Velocità

In ogni film apocalittico che si rispetti, l’ultimo avamposto umano a rimanere in attività è una qualche postazione radio in un luogo remoto e sperduto, che ormai trasmette a vuoto. Così – nel tempo sospeso del nostro isolamento – Radio India e in particolare Sparizioni di Muta Imago hanno svolto il ruolo di vedette sul baratro, scandagliando in varie proposte d’ascolto sia le profondità sulfuree delle coscienze che l’abissale spaesamento dello spazio cosmico. Un modo di raccontare il presente, traducendolo in segnali sonori, un modo per immaginare il futuro, o – perlomeno – di avvistarne il pallido bagliore.

Politiche dei miraggi. Su Sparizioni di Muta Imago


Dove si può ritrovare l’incanto dell’infanzia? Il bambino apprende i segreti della lingua e con le parole intreccia un rapporto curioso: ci gioca. La sua voce addita, rimanda, allude, indica ma trascende gli eventi, la realtà. Una ventina di ragazzini danno vita nella città di Parma a un’installazione sonora, curata da Beatrice Baruffini per Insolito Festival e fruibile all’aperto con una cuffia e con gli occhi bendati. Tre dialoghi, l’uno con Dio, l’altro con Madre Natura e l’ultimo con la Morte danno vita a improbabili congetture, premonizioni e ragionamenti sublimi. Come proveniente da un tempo antico e mitico una voce bambina ritorna a occupare gli spazi della città negati e a urlare: spettatore tu hai le voci nella testa.

Decreto Quotidiano di Michele Sinisi è stata una vera sit-com webserie “da tavola” ma anche la rielaborazione artigianale della sintassi da Youtuber: camera fissa di fronte al frigo aperto, si parla di didattica a distanza, di teatri vuoti e chiese piene, con la costante presenza dei figli che via via entrano nella saga divenendo personaggi principali, infine prendendosi loro cura del padre e del suo nevrotico vuoto da teatrante senza spettacoli, in un rapporto pedagogico al contrario. Fra sagacia e critica sociale, una versione del teatro “low-fi”, fruibile ma anche realizzabile da tutti, un teatro che torna alla portata di pubblici disparati e che non ha paura di cantare la nostra attualissima, minuta, ordinaria quotidiianità.

La quarantena del Signor Zut di Michele Bandini è un radiodramma a puntate di impostazione classica. Vita e pensieri di un uomo ordinario, forse un po’ ingenuo e trasognato, come Marcovaldo. Zut esce di casa, incontra uomini e donne del vicinato, con loro intercetta i fatti di una quotidianità stralunata, prima e durante il lockdown. Poi torna a casa e legge, così i suoi romanzi diventano anche raffinati consigli di lettura per noi che ascoltiamo, e ascoltando ci sentiamo un po’ meno “distanziati”.

Ideato dalla giovane compagnia veneziana Malmadur, 50 minuti di ritardo è uno spettacolo in anticipo sui tempi, capace di esprimere un teatro sinceramente ludico, digitale, dinamico, che fa della noia una cifra stilistica e della “scomodità” una conseguenza e non un prerequisito. Due aerei in ritardo, prima una coppia di immigrati clandestini scoperti ed arrestati poco prima che il volo parta nell’indifferenza dei presenti, nell’altro aereo un ragazzo che sta per essere deportato, difeso a sorpresa da una giovane attivista per i diritti civili. Lo spazio dilatato si esprime in sala con un cronometro che segna i 50 minuti alla fine dello spettacolo, resta in scena solo lo schermo sul quale pullulano i pensieri degli spettatori in forma di chat. Lo spettacolo è finito eppure è appena iniziato.
https://www.altrevelocita.it/impertinente-consapevolezza-50-minuti-di-ritardo-malmadur/

Arabeschi

PENTESILEA composizione vocale di Chiara Guidi (Socìetas)
THE SKY OVER KIBERA di Marco Martinelli (Teatro delle Albe)
NATURAE, progetto di Armando Punzo (Compagnia della Fortezza)
RADIO INDIA, progetto concepito dalle compagnie residenti al Teatro India in collaborazione con Daria Deflorian.
FESTIVAL VETTORE UTOPIA da un’idea di Carlo Genova | una produzione: Città Sommerse Teatro

Artribune

DREAMSUQ, progetto del festival di Santarcangelo, pagina Fb
TBQ Voices, rivista online del Teatro Biblioteca quarticciolo
Radio India
CORPI ELETTRICI – live version, progetto di Collettivo MINE, Gender Bender e COnservatorio di Musica elettronica G. B. Martini di Bologna.
La piattaforma Lavorator_ della danza


Ateatro

Lapsus Urbano di Kepler_452, un tentativo intelligente e sintomatico di riflettere su quello che ci è capitato dureante le settimane del lockdown.

Il Progetto Godot di Urbino Teatro Urbano & Isia, il protocollo per gestire i flussi e il distanziamento sociale con ironia e poesia.

Cenere studio sulla Terra desolata di Quasi Anonima Produzioni, scritto durante il lockdown è stato presentato con una campagna di video realizzati dalla regista e autrice
http://quasianonima.it/gli-spettacoli/cenere/

Enciclopedia delle emozioni, il laboratorio condotto da Davide Iodice a Cagliari, con una modalità produttiva adattata alla situazione del Covid-19, organizzato per tappe progressive, da un gruppo allargato a un gruppo progressivamente più ristretto, fino a produzione finale di Sardegna Teatro
https://www.sardegnateatro.it/content/em-body-enciclopedia-delle-emozioni-laboratorio-con-davide-iodice

Il mega libretto di più di 500 pagine della Biennale Teatro in cui gli artisti raccontano come è andata e cosa si aspettano è una iniziativa meritevole. Un po’ meno che sia in formato digitale e che non sia stata coinvolta una vera casa editrice.

Bon Vivre

Faber Teater, Chivasso
Il campione e la zanzara, spettacolo in bicicletta. Per aver fatto pedalare il teatro nello spazio, tra i raggi di un racconto epico, nella scia del tempo, con guide in maschera che sfrecciano e fanno sfrecciare gli spettatori rotolando nelle città di nuovo vive

Festival L’ultima luna d’estate, Teatro Invito, Lecco/Brianza
Per aver saputo tenere uniti 14 enti locali intorno a un progetto culturale nato 23 anni fa con il teatro nella natura in un anno assai complicato per le amministrazioni, offrendo uno spazio di condivisione e di relazione intorno all’arte e alle idee.

Teatrino Giullare. Diario dei Giorni felici
Ironia ed emozioni surreali contro la banalità 

Mirko Artuso – Teatro del Pane. Festival Stramare e Il Canminante
In un momento duro da un teatro privato e centro di produzione completamente autonomo è arrivato un festival di reazione che ha portato un teatro basato sulla convivialità e sull’incrocio tra teatro ed esperienze del mangiare in un borgo immerso nella natura consentendo di mantenere le distanze, ma di far ripartire una relazione di comunità. Il direttore artistico Mirko Artuso è stato anche protagonista di un percorso creativo denominato Il Canminante fatto di relazione con territorio: nel percorrere strade e argini e nell’incontrare amici, comunità, artisti complici ha costruito un percorso di recupero della socialità che il teatro incarna

Marco Paolini – Jolefilm – Filò
Marco Paolini ha scelto di mettere a disposizione la propria visibilità e un pezzo dei percorsi produttivi che erano rimasti interrotti con delle comunità teatrali e dei territori che si sono trovati in difficoltà nella ripartenza. Il suo Filò è stata un’occasione per ripartire.

Cultural Life
Voce in chat di Dario De Luca, ovvero una storia scritta e ambientata proprio durante il periodo del lockdown, e che viene “messa in scena” sotto forma di messaggi whatsapp, che arrivano allo “spettatore” nello spazio di una settimana, in diversi momenti della giornata, come messaggi di testo, vocali, foto, video. Un’idea che sa sfruttare le nuove tecnologie non solo come mezzo di diffusione del progetto, dello “spettacolo”, ma come strumenti che interagiscono con la storia, rappresentano lo strumento di racconto della storia stessa ed elemento di critica nello stesso tempo. E soprattutto creano una nuova interazione con lo spettatore, lo sorprendono in momenti diversi della giornata, creano una continuità di racconto e una curiosità nel “fruitore”, che si trova nella stessa posizione della donna destinataria dei messaggi. Un progetto particolare e fortemente innovativo.


Culture Teatrali

Theatre on a line di Cuocolo/Bosetti – Iraa Theatre
Lapsus Urbano di Kepler-452
Polis 2020 Quale teatro per il domani (festival, convegno e libro), direzione e cura di ErosAntEros
La Discoteca – Danze clandestine di Cristina Kristal Rizzo
CALL MY NAME – The Whatsapp Dance project di Fabrizio Favale/Le Supplici


Eolo.it

#LILYEADAM WEB SERIE per bambini scritta da Angela Demattè per YAK TEATRO di Varese
Radio Città Bambina a Bisceglie https://www.iltempodeipiccoli.it

Exibart

Poesie al telefono – menù della poesia
IndifferitaFrosini Timpano
lapsus urbanoKepler452
Dance INSIDEGiuseppe Distefano
THE MOMENTARY NOW SCHOOL OF PERFORMANCEZONA K

Il Manifesto.it

Futuro FantasticoMotus/Santarcangelo Festival 2050 (progetto)
Naturae. La vita mancata – 1° Quadro – Armando Punzo/Compagnia della Fortezza (spettacolo)
Favole al telefono di Gianni Rodari – Campsirago Residenza (racconti telefonici per bambini durante il lockdown)


Fattiditeatro


Balletto Civile
, MAD – Museo Antropologico del Danzatore
https://fattiditeatro.it/mad-il-museo-di-balletto-civile-a-scansano-per-teatro-nel-bicchiere/
Campsirago Residenza, Le favole al telefono… al telefono + Esperidi on the moon
http://www.liminateatri.it/?p=2909
Compagnia Egribiancodanza, I punti home + Home Sweet Home
https://youtu.be/9qVkbP0CwBo
Elli Papakonstantinou/ODC Ensemble, Traces of Antigone
Gabriele Vacis, RiAprire i teatri

Gagarin Magazine

Michele SinisiDecreto quotidiano (http://www.paneacquaculture.net/2020/04/23/in-streaming-davanti-al-frigo-per-decreto-intervista-dalla-quarantena-a-michele-sinisi/)
Campsirago ResidenzaFavole al telefono (https://www.campsiragoresidenza.it/notizie/il-progetto-le-favole-al-telefono-al-telefono-si-estende-allestero-e-alle-scuole/)
Teatro dell’OrsaFiabe senza Corona (audiofiabe create ad hoc per questo progetto e diffuse gratuitamente a cadenza quotidiana, anche coinvolgendo altri narratori da tutta Italia – https://soundcloud.com/casadellestorie)


Incertezza Creativa

Rassegna NOW/EVERYWHERE teatro, danza e musica possibili (adesso), Associazione Marchigiana Attività Teatrali (Amat).
Rassegna teatrale che ha sondato efficacemente le possibilità organizzative e teatrali dell’online durante il lockdown. Progetto che ha avuto il merito di coinvolgere un pubblico vario e disposto a migliorare il suo rapporto con le tecnologie pur di partecipare agli spettacoli. Un’occasione importante per comprendere le dimensioni della liveness.

Progetto ELP di Paola Bianchi
Progetto complesso che segna rappresenta un nuovo punto di arrivo (o di partenza) nella ricerca coreografica e drammaturgica di Paola Bianchi. Progetto che si è arricchito durante il lockdown del sotto-progetto ELP | ARCHIVI DI POSTURE realizzato a distanza. 

Diario dei giorni felici, Teatrino Giullare su Instagram.
Uno dei lavori più interessanti che all’inizio della pandemia ha portato una compagnia teatrale a tradurre la propria sensibilità estetica e visuale su Instagram, sperimentandone efficacemente le affordance.

Santarcangelo Festival 2050 – Futuro Fantastico.
L’edizione riveduta e corretta (necessariamente ridimensionata) del Festival che avrebbe dovuto celebrare i 50 anni si prolungherà al 2021, passando per la programmazione di dicembre, rivelandosi un’occasione di incontro, visioni e spettacoli di qualità, vero antidoto alla crisi che stiamo vivendo. 

Tiresias di Giorgina P. Bluemotion
Perfetta combinazione del lavoro di Giorgina sul testo di Kate Tempest e la bravura di Gabriele Portoghese.


Krapp’s Last Post

Favole al telefono Campsirago Residenza
Corpi ElettriciCollettivo M_I_N_E in collaborazione con il Conservatorio di Musica Elettronica G.B Martini di Bologna e il Festival Gender Bender
Decameron storie antidoti per una buona notte di Elisabetta Carosio
Lo spettacolo più bello del mondo – Teatro Stabile del Veneto – progetto a cura di Susanne Franco – video-performance Jacopo Jenna e Marco D’Agostin.


L’Oca Critica

Prima di indicare le due segnalazioni a cui abbiamo pensato, troviamo necessario specificare di non essere riusciti a presenziare ai “grandi” festival e alle “grandi” rassegne che quest’estate hanno affrontato le norme anti-Covid, anche in modo potenzialmente innovativo (Sant’Arcangelo, Centrali Fies, Cross Project…). Nella nostra selezione, comunque, abbiamo cercato di concentrarci non tanto sulle innovazioni di linguaggio o di mezzo a cui la pandemia ha costretto alcuni artisti e organizzatori, facilmente replicabili in altri contesti, quanto sul legame strutturale e specifico tra le condizioni imposte dall’emergenza e le manifestazioni segnalate.

Persone di Daria Deflorian, podcast all’interno di Radio India che, in nove puntate, restituisce nove conversazioni tra l’attrice altoatesina e, parafrasando il sottotitolo, persone di sua conoscenza che vorrebbe conoscere meglio, tutte appartenenti al mondo del teatro e della danza. Al di là degli interessantissimi spunti di carattere teatrale, letterario e filosofico, che a ben vedere potrebbero emergere da una qualsiasi intervista ben condotta, è la domesticità di queste conversazioni ad averci colpito maggiormente, i loro tempi lunghi, le loro divagazioni, possibili solo in un contesto in cui parlare ore e ore al telefono o in salotto non rappresenta un problema: non il contesto frenetico della “normale” vita lavorativa, ma quello che per i lavoratori dello spettacolo, come sappiamo, è stato fin troppo statico.

Hortus Conclusus, rassegna teatrale e culturale nata a Novi Ligure, in Piemonte, sei anni fa. Fino a quest’anno, Hortus Conclusus aveva sempre tenuto le sue manifestazioni nei cortili delle case di alcuni cittadini di Novi: il festival era infatti nato per volontà di una parte della cittadinanza, che alternava il ruolo di spettatore e quello di volontario (tecnico luci, fonico, trasportatore). La pandemia ha costretto l’organizzazione, che fa capo all’attore e regista Andrea Lanza, a spostare il festival all’interno di un unico e più ampio spazio, quello di Corte Solferino. Di questo processo ci interessa lo sviluppo di una spettatorialità diversa da quella delle passate edizioni del festival: rispetto ai cortili, il pubblico ha la possibilità di arrivare prima, di restare più a lungo, di scambiarsi aspettative e idee in uno spazio sicuro, all’aperto e, per molti, sconosciuto, possibilità che, in clima di emergenza, è generalmente diventata molto rara.

PAC

Match – confronto spettacolo tra attori, generazioni e poetiche | Teatro degli Scarti 
per aver realizzato un’iniziativa pubblica omaggiando un intellettuale brillante come Alberto Arbasino interpretando il suo spirito provocatorio e acuto con incontri/scontri vivaci e finalmente dal vivo, smuovendo questioni cardine del teatro in modo dinamico e mettendo in confronto dialettico posizioni contrapposteù

Egri/Bianco | #Homesweethome
per aver saputo esplorare spazi, arredi e costrizioni di una casa facendo del corpo danzante  uno strumento di indagine non solo dei luoghi domestici ma di se stesso

Tiresias | Giorgina P
Attingendo al linguaggio raffinato ma graffiante, letterario ma pop, di Kate Tempest (il poema Hold Your Own, Resta te stessa), Giorgina Pi affida ad un eclettico Gabriele Portoghese un monologo in musica dove mito e attualità confluiscono per dare voce alle angosce più ambigue, fragili e comuni degli esseri umani: rabbia giovanile, ricerca identitaria e sessuale, ribellione e paura accompagnano il rapper/indovino verso quella cecità profetica che è la più alta delle sapienze e, al contempo, si consegnano al pubblico come temi chiave di un lavoro attraversato da una forte originalità espressiva.

Teatrino Giullare | Diario dei Giorni felici
per aver creato brevissimi e surreali frame ispirati a Beckett, con attori artificiali, che hanno saputo trovare una via poetica nell’abusato mezzo video, una strada discreta e squisitamente artistica per dare un senso ai giorni di blocco da molti subiti e da pochi sfruttati per riempirli con la fantasia e con cura amorevole e ironica, cifre tipiche della compagnia

Faber Teater | Il campione e la zanzara
per aver inventato un modo che fa viaggiare insieme spettatori e attori, attori/guide del tempo in maschera e colori che portano il suono di una storia dal sapore agonistico e leggendario, pedalando per le città, in volata verso un teatro nuovo.

Il Pickwick

Le indicazioni de Il Pickwick quest’anno appartengono a un’unica traccia, allo stesso capitolo. In un tempo nel quale il teatro – inteso nella sua pratica di prossimità – è stato interrotto, ci sembra che a meritare un’indicazione debba essere ciò che re-interpreta il ritorno corporeo alla scena e alla compresenza a partire dai fondamenti concreti e irrinunciabili del mestiere. Per cui indichiamo il progetto “Cantiere Ibsen” de Il Mulino di Amleto, per aver – nel 2019 e poi nel 2020 – riunito, a proprie spese, attorno alle opere di un autore (Ibsen) decine di colleghi (registi/e, drammaturghi/e, attori e attrici, danzatori e danzatrici) per sudare, studiare, improvvisare e lavorare assieme, senza la previsione del confezionamento produttivo di uno spettacolo ma ribadendo, invece, il valore irrinunciabile del tempo “sprecato” nella ricerca fatta in sala. Indichiamo poi Lo “Stato dell’Arte”, progetto di C.Re.S.Co. che – facendo sedere attorno al tavolo ogni volta quattro artisti differenti, per ognuna delle quattro tappe annualmente previste, così inducendoli a discorrere delle proprie e delle altrui poetiche – ci ricorda quando sia fondamentale il confronto tra gli artisti, questo “incontrarci”, per dirla con Morganti, “per dirsi cos’è per noi il teatro”. Indichiamo il Mercurio Festival di Palermo, organizzato dall’associazione Babel e diretto da Giuseppe Provinzano, che si tiene allo Spazio Franco (Cantieri Culturali della Zisa) di Palermo. Perché – invitando gli artisti dell’edizione precedente a indicare i colleghi che dovranno far parte dell’edizione che si tiene l’anno successivo – genera la pratica del riconoscimento reciproco, in un settore nel quale invece tutto spinge alla concorrenza spietata, alla mera salvezza di se stessi. Infine indichiamo il Piano Be elaborato dal Teatro Bellini di Napoli per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Perché contrariamente a quel che sta avvenendo in quasi tutti i teatri finanziati-FUS d’Italia (proposte di monologhi e nomi famosi, rassegne rabberciate o stagioni presentate come se nulla fosse accaduto) il Bellini si è messo in ascolto di questo tempo, davvero: ha modificato radicalmente i suoi spazi di scena, ridefinito la programmazione rischiando ulteriormente sul piano artistico, ha ideato progetti nuovi creativi (che accadranno dalla mattina alla notte inoltrata), ha modificato orari e modalità dell’andare in scena (riplasmando così le abitudini dei propri spettatori) e – affidando la gestione della sala Piccolo Bellini (130 posti) ad altri due teatri campani (Nuovo Teatro Sanità e Teatro Civico 14 di Caserta) – ha risposto in concreto al dramma che sarà vissuto dagli spazi off della teatralità italiana, costretti in gran parte al silenzio o a una ripresa d’attività ridotta. Insomma: il Bellini (un TRIC) ha dimostrato che un altro modo di organizzare teatro, anche in spazi così grandi e complessi , è possibile. Volendo. 

Quante Scene!

IO SONO MECENATE
https://www.cssudine.it/stagione-iosonomecenate
Nel momento più restrittivo della pandemia, il lockdown di marzo-aprile, a teatri chiusi, il Css – Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, dà avvio a un’iniziativa con la quale invita i suoi spettatori a farsi Mecenati. A sostenere cioè personalmente gli artisti dello spettacolo dal vivo. A fronte delle performance online di #iorestoacasa (su piattaforma FB), i bonifici di erogazione liberale emessi dagli spettatori vengono interamente devoluti agli artisti, mentre lo spettatore può scaricarli dalle tasse con lo strumento fiscale dell’Art Bonus.

#CHENESARADINOI
https://www.gofundme.com/f/sostieni-il-progetto-quotchenesaradinoiquot

Giovani attori, appena usciti dalla scuola di formazione (la Nico Pepe di Udine) e in stallo nei mesi del lockdown, inventano un progetto di agili videoconversazioni in rete, intitolato #CheNeSaràDiNoi. Riuniti nella compagnia Artifragili convocano su Zoom (per condividere su Fb) i loro artisti di riferimento. Gli incontri permettono di approfondire dinamiche artistiche e soprattutto anche economiche, di chi lavora (ma in quel momento non può lavorare) nel settore dello spettacolo dal vivo. Hanno aderito al progetto, tra gli altri: Lino Guanciale, Marco Sgrosso, Elena Bucci, Michela Lucenti, Leonardo Lidi, Marco Lorenzi, Emma Dante, Agrupaciòn Senor Serrano, Licia Lanera, Rezza/Mastrella, Abbondanza/Bertoni, Nicola Borghesi, Tatiana Olear, …e altri ancora.

BLOSSOM – FIORITURE
http://www.cssudine.it/stagione-contatto

Css – Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia ristruttura completamente la propria stagione teatrale ideando eventi covid-time-specific strutturati a partire dalle più severe limitazioni anti-epidemia. Spettacoli che utilizzano creativamente i limiti del distanziamento, della sanificazione, del divieto di assembramento, e si svolgono all’aperto (come l’esplorazione dell’evoluzione delle nuvole – Cloudscape), coinvolgono singoli spettatori grazie a audioprotesi (come Lapsus urbano di Kepler-452), rigenerano performance (come La solitudine dei campi di cotone di Mario Martone, radiofonia reinventata dentro un percorso labirinto per i due spettatori-protagonisti)

MUSEO ANTROPOLOGICO DEL DANZATORE
http://www.ballettocivile.org/it/scheda/museoantropologicodeldanzatorem-a-d/

In tema di mancanza di respiro, sindrome ipocondriaca da contagio, effetti del distanziamento, ossessione di pareti di plexiglas e schermi di plastica, vapori e sudori, tutti inerenti alla dinamica chiuso/aperto, segnalo anche il progetto-performance M.A.D. – Museo Antropologico del danzatore di Michela Lucenti e Balletto civile, presente in questi giorni in piccoli e grandi festival della penisola dallo spezzino Fisiko! a Rovereto e Milano.

Il Tamburo di Kattrin

PanUBU (Associazione UbuperFQ)
Radio India (Oceano Indiano – Teatro di Roma)
Indifferita (Compagnia Frosini Timpano)

Recensito

Teatro delle Ariette
Teatro Cajka – Cagliari
Cuocolo/Bosetti
Michele Sinisi
Fabrizio Biselli – Teatro di Sacco

Scatola Emozionale

Universerie –  la prima serie teatrale sperimentale in diretta su zoom della compagnia Amor Vacui di Padova, che ha trovato un nuovo modo di andare in scena durante il lockdown.

Diary of a move di Masako Matsushita che ha creato una sorta di archivio, un patrimonio di movimenti, gesti, coreografie tracciate da cittadini, artisticamente e socialmente connessi durante il lockdown

Esercizi di libertà di Teatro Nucleo forma di laboratorio teatro-carcere all’interno della Casa Circondariale G. Satta di Ferrara durante l’emergenza Covid-19 ha continuato a vivere attraverso il lavoro di Horacio Czertok e Marco Luciano portando avanti riflessioni e condivisioni con i detenuti-attori in forma di corrispondenza, con uno scambio di lettere affidate alle educatrici e agli educatori, proseguendo così la pratica del teatro attiva dal 2018.

Oltrepassare Oltrepassare// Azioni fuori posto di Silvia Dezulian, Filippo Porro, Martina Dal Brollo, Gabriel Garcia.  Un progetto di studio per ritornare all’arte del teatro attraverso la natura rispondendo  alle esigenze storiche che stiamo vivendo: porta a rallentare, a godere dei passi immersi nel verde, a rivalutare i luoghi che abitiamo con occhi e sguardi diversi.

Metamorfosi di forme mutate – Teatro del Lemming. Spettacolo che ha cambiato durante il periodo della quarantena il suo processo artistico e la modalitá di vivere il rapporto col pubblico. Ha dimostrato di essersi saputo reinventare e trovare una chiave altrettanto importante di relazione nonostante la distanza fisica.

Scene Contemporanee

CinquiNa
“Protagonista del gioco è il numero 5. Per ogni giocata venti artisti, ignari delle reciproche identità, vengono divisi dal caso in 5 gruppi, ciascuno composto da un autore/autrice, un attore/attrice, un/una musicista, uno scenografo/scenografa. Quinto componente è un elemento imprevisto, un mood da dare a tutti i livelli della composizione e affidato ai gruppi sempre con un sorteggio. Dopo la consegna, prevista entro il quinto giorno dalla formazione dei gruppi, le creazioni vengono pubblicate sui principali store musicali e condivise tramite social.”
Un progetto totalmente nuovo e in ascolto dei tempi, al di là dell’emergenza sanitaria. Tommy Grieco, Ilena Ambrosio, Chiarastella Sorrentino, Rosita Vallefuoco, Napoleone Zavatto non si sono persi d’animo e hanno messo in relazione artisti e competenze che non si sarebbero mai incontrate. Una sorta di Tinder della creazione artistica, dove il caso è solo la molla che innesca incontri virtuali fra attori, scenografi, drammaturghi che condividono la passione fervente per il teatro. Un progetto ambizioso, ma non pretenzioso, che ha dato vita sulle piattaforme musicali di streaming on demand a una ricca offerta di corti drammaturgici sonori, incredibilmente belli.

Contagi DiVersi – Pronto, chi parla? Risponde una Poesia per farci Compagnia dell’associazione Il Menù della Poesia
Un progetto esemplificativo di questo tempo, con cui l’associazione Il Menù della Poesia ha ricercato comunque un confronto, senza timore; costruendo una relazione diretta, viva, con il pubblico, ricordandoci di cosa è fatto il teatro.
Poesie al telefono che hanno nutrito l’anima a metà marzo in occasione della Settimana della Poesia, il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza per l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo; la raccolta fondi, terminata lo scorso 13 aprile, ha raccolto oltre 10.500 euro e fatto recitare al telefono oltre 1.200 poesie. 

Il #decretoquotidiano di Michele Sinisi
Il teatro fatto in casa da Michele Sinisi e famiglia, prodotto da Sia srl, non è una semplice webserie. È un mettersi in ascolto con ironia e disincanto del presente più immediato e casalingo, più universale e quotidiano. Il teatro fa i conti, come ai tempi di Eduardo, con i rapporti famigliari e la vita, i paradossi, le domande che un artista dovrebbe porsi ogni giorno. È lo spettacolo, lo stupore, della semplicità in un momento complesso.

Stratagemmi

Teatrino Giullare, Diario dei giorni felici
Now / Everywhere di AMAT
Paola Bianchi progetto ELP
Radio India
Traces of Antigone di Elli Papakonstantinou

Teatro & Critica

Radio India: per la prontezza con cui il gruppo di Oceano Indiano, Francesca Corona e Daria Deflorian hanno saputo immaginare un’alternativa al silenzio cercando di rimodulare i linguaggi radiofonici attraverso una sensibilità teatrale e performativa.

Io sono mecenate del Css di Udine: per l’alto valore etico di una progettualità a distanza ma che da subito ha voluto porre l’attenzione sulla questione della sostenibilità economica degli artisti.

CRe.S.Co: per il lavoro di intermediazione con il governo e le istituzioni, per il lavoro di informazione sullo stato di questa relazione. Una segnalazione che simbolicamente vuole evidenziare gli sforzi di tutte e tutti coloro che si sono battuti per la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo.

Residenze digitali (Kilowatt/Capotrave, Armunia, Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT e la Cooperativa Anghiari Dance Hub) per il tentativo di cercare nuovi linguaggi digitali da promuovere attraverso il meccanismo del bando dedicato agli artisti delle performing arts.


Theatron 2.0

Il campo innocente
Parole sul corpo + Guarda fuori Crib 
L’ultimo nastro di Krapp #HOMEDITION
Beyond Borders Instabili Vaganti
Litura Alessandro Paschitto