#retecritica #volterra Geografie teatrali in rete di Stratagemmi

Come Stratagemmi, abbiamo avuto in questi anni una prospettiva privilegiata di osservazione su Milano; e proprio partendo dall’analisi del territorio milanese, vorremmo porre alcune questioni sul ruolo che potrebbe avere Rete Critica nel mappare alcune realtà teatrali.
La Milano di questi ultimi anni è riuscita a rendere stabili esperienze teatrali molto significative.
Da quelle più istituzionali – come i due multisala Elfo e Franco Parenti – che hanno lavorato sull’intersezione di pubblici, ottenendo un allargamento significativo della base di spettatori, ad esperienze indipendenti che hanno segnato un’importante apertura alle realtà meno conosciute.

Tra queste, ci piacerebbe dedicare qualche parola all’esperienza di IT Festival che ha rappresentato, a nostro avviso, un unicum per diversi motivi:

trasversalità delle proposte
orizzontalità dell’organizzazione
capacità di coinvolgimento del pubblico (in particolari i numeri fanno riflettere in un momento in cui realtà teatrali ben più note e longeve si pongono il problema della formazione del nuovo pubblico – e ottengono, non di rado, risultati meno significativi)

Si tratta dunque di una manifestazione che possiamo per certi versi considerare parallela e corrispondente a rete Critica:

anche in questo caso i siti che partecipano alla Rete intendono mettere in sinergia le proprie differenze di sguardo (si punta cioè su una trasversalità degli approcci critici).
si intende portare avanti proposte che possano essere gestite e organizzate orizzontalmente – o da comitati;
si punta a riacquisire un rapporto più diretto e proficuo con il pubblico dei lettori.

Crediamo che la critica oggi debba farsi carico di identificare, seguire e sostenere esperienze come queste: esperienze, cioè, che si facciano carico (magari in modo magmatico, non ancora sistematizzato) di portare nuova linfa al sistema teatrale e di aggirarne i meccanismi più stantii.
Ognuna delle nostre testate, in modo spontaneo, cerca di rendere conto di ciò che succede in questo senso nelle nostre città: lo facciamo pubblicamente (con articoli) e privatamente, aggiornandoci tra noi sulle realtà che seguiamo in prima persona.
Ma perché non valorizzare ulteriormente la nostra dispersione geografica? Perché non rendere stabile una mappatura ragionata dell’esistente?
Accanto al Premio Rete Critica, vorremmo dunque proporre un vera e propria operazione di mappatura, un appuntamento di organica informazione reciproca.
Ogni testata, crediamo, potrebbe farsi carico della segnalazione di un realtà che, a livello locale, porti avanti con efficacia esperienze come quella che abbiamo prima citato: non tanto (o non solo) eccellenze dal punto di vista artistico (di quello si occupa il premio) ma la ricognizione di quelle realtà locali che parallelamente svolgono un lavoro di ripensamento del sistema.
La geografia che ne otterremmo sarebbe una nuova cartina geografica, da divulgare il più possibile.

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